Cosa troverai
Largo Fosse è uno dei punti più popolati da Fuori Museo, trasformato per l’occasione in una piccola galleria urbana a cielo aperto. Qui il percorso espositivo si sviluppa su due lati, creando un dialogo visivo tra illustrazione digitale, fotografia documentaria, ricerca sul territorio e interventi grafici.
Le opere presenti in questo luogo attraversano linguaggi diversi ma complementari: dall’immaginario illustrato di Valeria Calabrese e Giuseppe Petrilli, alla fotografia di Antonio Delluzio e Maria Palmieri, fino al progetto condiviso Palmieri-Guzzo, dove immagine, installazione, materiali di scarto e intervento grafico si incontrano nello spazio pubblico.

Sul lato di via Largo Fosse sono esposte le opere di Valeria Calabrese, con Marchingegni Toporagni, illustrazione digitale; Antonio Delluzio, con 16 years old, fotografia digitale del 2019, e due fotografie dalla serie Nella casa della madre, realizzate nel 2014; Maria Palmieri, con Raccolta nei campi di pomodoro, Rignano Garganico, fotografia digitale del 2020, e alcune immagini della serie Territory; Giuseppe Petrilli, con RIAEvsPIZZA, illustrazione digitale.
Sul lato di via della Costituente il percorso prosegue con l’accostamentoPalmieri-Guzzo. Maria Palmieri presenta Borgo Mezzanone, ex pista, fotografia digitale del 2023. Il lavoro di Guzzo nasce invece da un abito realizzato con materiali di scarto, documentato fotograficamente da Sandra Bourhani e rielaborato attraverso un intervento grafico di Fuori Museo.

Sul palazzo di via Largo Fosse, angolo via Zara, sono affisse alcune opere di Lingua Mosaica, tra cui le sue Corpus e Lacuna
Questi lavori arricchiscono il racconto visivo della location introducendo una riflessione sul frammento, sulla traccia e su ciò che resta visibile dopo una frattura o una trasformazione. Con il suo linguaggio fatto di stratificazioni, segni e ricomposizioni, Lingua Mosaica dialoga con il tema del territorio come corpo vivo: uno spazio attraversato da memorie, mancanze e possibilità di nuova forma.
In Largo Fosse, Fuori Museo mette insieme sguardi diversi sul corpo, sulla memoria, sul paesaggio e sulle trasformazioni del territorio. Le opere non sono semplicemente collocate nello spazio urbano: lo abitano, lo interrogano e lo restituiscono come luogo di passaggio, incontro e osservazione.

