Serena De Carolis

Serena De Carolis

Bio

Serena De Carolis è un’illustratrice e graphic designer italiana. Il suo lavoro si muove tra illustrazione editoriale, branding, packaging e progettazione visiva, con un linguaggio che coniuga delicatezza nel tratto, forza simbolica e una capacità rara di passare dal registro intimo a quello politico senza mai perdere coerenza stilistica .

Le sue illustrazioni abitano spazi molto diversi tra loro — dall’intimità di un dormiveglia domenicale alla denuncia civile in dialetto, dall’allegoria naturalistica alla critica di genere — rivelandosi ogni volta precise, ironiche, capaci di parlare a chiunque. Affianca alla produzione artistica personale un corso d’arte chiamato Fuori dai Margini, che riflette già nel nome il suo approccio: un’arte che non si accontenta di stare nei bordi assegnati

Le opere a FuoriMuseo 2026

DOVE: Galleria via Santa Maria della Strada; Via Lucera / Largo Loreto; Ex Edicola / Corso Italia; Muretto della Villa, via Colacchio; Vetrinetta espositiva ex teatro, via Cavour

Le sei opere di Serena De Carolis attraversano il percorso in due sezioni, con un ventaglio tematico volutamente ampio: identità, lingua, natura, libertà, quotidiano.

Terra

Una figura femminile il cui corpo diventa paesaggio: fiori, farfalle, pesci, cielo — la natura non come sfondo ma come carne. L’opera più direttamente connessa al tema della sezione Radici Visibili, e forse la più lirica dell’intera serie.

Chi resterà a lottare per la libertà
Una figura anziana, ricurva al tavolo con un bicchiere di vino e funghi che crescono sul suo corpo come muschio su un muro. Intorno, una cornice a punto croce con la frase che dà il titolo, disposta come un ammonimento o una domanda. Memoria, resistenza, e una malinconia che non si rassegna.

Pensami
Una figura di spalle che guarda le stelle sopra i tetti di un paese di notte. Un gesto universale — alzare gli occhi in su — che parla di desiderio, lontananza, appartenenza. L’opera più silenziosa, forse la più commovente.

Regina del tutto e del niente
Un ritratto femminile di profilo con capelli rossi su cui si sovrappone una scritta graffita — The Queen of Nothing — in una cornice art nouveau piena di mani, spade, frutti e fiori. La figura è insieme icona e contraddizione: sovrana di ciò che non si possiede.

Sunday
Una ragazza seduta sul letto, intorno a lei il suo mondo orbitante: Netflix, Nutella, gatti, pesci rossi, libri, un cellulare. Il quotidiano come ritratto generazionale, trattato con la stessa cura formale delle opere più “serie”. Perché il banale, guardato bene, è sempre politico.

Parla come ti ha fatto mamma
Una ragazza con occhiali da sole e trecce urla a tutto schermo. Sopra, in dialetto foggiano: «Pàrlë accúmë t’ha ffàttë màmmëtë!» — Parla come ti ha fatto tua madre. Una rivendicazione della lingua locale come atto d’identità, orgoglio e resistenza culturale.