
Il 1° luglio la presentazione del progetto che trasforma Torremaggiore in una galleria a cielo aperto
Il 1° luglio 2026 viene presentato a Torremaggiore FuoriMuseo 2026, progetto artistico diffuso che porta l’arte nei luoghi della vita quotidiana: strade, muri, vetrine, passaggi urbani, angoli attraversati ogni giorno da chi vive la città.
FuoriMuseo nasce dal desiderio di avvicinare le opere alle persone, portandole dentro il paesaggio urbano e nel ritmo ordinario delle giornate. L’arte esce dagli spazi espositivi tradizionali e incontra la città, si lascia vedere durante una passeggiata, lungo un tragitto abituale, in un punto che improvvisamente diventa occasione di sosta, curiosità e meraviglia.
Il progetto invita a guardare Torremaggiore con occhi più attenti. La bellezza spesso si annida nei luoghi meno custoditi, nei margini, nei passaggi laterali, nelle superfici che il tempo ha consumato. FuoriMuseo sceglie proprio questi spazi e li trasforma in possibilità: ogni opera diventa un invito a fermarsi, a riconoscere, a sentire il valore di ciò che abbiamo intorno.
L’edizione 2026 coinvolge artiste e artisti provenienti da diverse città italiane: Salvatore Luca Tota da San Severo, Valeria Calabrese da San Severo, Serena De Carolis da Bologna, Grazia Tavaglione da San Severo, Giuseppe Petrilli da Lucera, Maria Palmieri da Foggia, Antonio Delluzio da Lecce, Lingua Mosaica da Milano, Lorenzo Tomacelli da Cerignola, KeziaT da Roma e Filomena Guzzo da Bologna.
Le opere attraversano linguaggi differenti: fotografia, illustrazione digitale, pittura, collage, installazione, intervento grafico e pratiche nate anche in contesti laboratoriali. Ne emerge un percorso plurale, fatto di sensibilità diverse, visioni personali e sguardi capaci di dialogare con lo spazio pubblico.
Il percorso si sviluppa in più punti di Torremaggiore, costruendo una mappa urbana dell’arte.
A Largo Fosse, tra il lato di via Largo Fosse e quello di via della Costituente, saranno presenti opere di Valeria Calabrese da San Severo, Antonio Delluzio da Lecce, Maria Palmieri da Foggia, Giuseppe Petrilli da Lucera e l’accostamento Palmieri-Guzzo, con il contributo fotografico di Sandra Bourhani e l’intervento grafico di FuoriMuseo. Questa sezione attraversa il tema del territorio come corpo vivo, capace di contenere bellezza, memoria, ferite e trasformazioni.

Nella Galleria di via Santa Maria della Strada, il progetto si concentra sul sogno come necessità e resistenza. Qui saranno esposte opere di KeziaT da Roma, Antonio Delluzio da Lecce, Serena De Carolis da Bologna e Filomena Guzzo da Bologna, in un dialogo tra pittura, fotografia digitale, illustrazione e installazioni realizzate con materiali di scarto.
In via Lucera / Largo Loreto, FuoriMuseo diventa spazio di relazione e racconto collettivo. Le opere e i materiali presenti coinvolgono Serena De Carolis da Bologna, Grazia Tavaglione da San Severo, Salvatore Luca Tota da San Severo, insieme ai lavori di Agnese e Naomi, nati nell’ambito del laboratorio di fotografia dell’IISS Fiani-Leccisotti. Una sezione corale, fatta di immagini, parole, frasi in dialetto, pensieri e sguardi giovani sul presente.
L’ex edicola di Corso Italia accoglie la sezione “Radici visibili”, dedicata al rapporto tra natura, memoria e territorio. Qui saranno presenti opere di Giuseppe Petrilli da Lucera, Lorenzo Tomacelli da Cerignola, Serena De Carolis da Bologna e Lingua Mosaica da Milano. Un luogo sospeso torna così a farsi superficie viva, spazio di fioritura e riflessione sulla cura dei luoghi.

All’angolo tra via Fiani e via Violante de Sangro, sarà esposta l’opera San Nicola di Giuseppe Petrilli da Lucera, che porta nello spazio urbano una figura riconoscibile e simbolica, legata alla memoria popolare e alla dimensione condivisa dell’immaginario cittadino.
Sul muretto della Villa, in via Colacchio, FuoriMuseo presenta un intervento che mette in dialogo Serena De Carolis da Bologna e Maria Palmieri da Foggia, con l’intervento grafico “Che profumo ha la primavera?”. Illustrazione, fotografia e parola si incontrano in una riflessione sul paesaggio, sulle trasformazioni e sulla possibilità di riconoscere segni di vita anche nei luoghi più sospesi.
Nella vetrinetta espositiva dell’ex teatro di via Cavour, sarà collocata Speranza di Serena De Carolis da Bologna: un’opera che trova spazio in una piccola soglia urbana, richiamando il valore dell’immaginazione, della possibilità e della resistenza quotidiana.
FuoriMuseo 2026 prende forma grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Torremaggiore, che ha accolto il progetto fin dall’inizio e ne ha riconosciuto il valore culturale, urbano e comunitario. Un ringraziamento particolare va a Ilenia Coppola, Assessore alla Cultura, ad Angela Sacco, Dirigente del Settore Cultura, e a Emilio Di Pumpo, Sindaco di Torremaggiore, per la fiducia, l’ascolto e il sostegno dimostrati.
FuoriMuseo porta le opere in strada e, insieme, suggerisce un diverso modo di attraversare la città. Ogni affissione diventa un piccolo appuntamento con lo sguardo, una pausa possibile, un incontro inatteso tra arte, luoghi e persone.
Torremaggiore diventa così una galleria a cielo aperto: un museo da incontrare camminando, dove le opere abitano la città e la città entra nel racconto delle opere.

