Antonio Delluzio


Bio
DOVE: Largo Fosse, lato via Largo Fosse; Galleria via Santa Maria della Strada
Antonio Delluzio nasce a Lecce e si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti della sua città. Negli anni di formazione scopre la camera oscura e da allora la fotografia diventa il suo strumento principale — non per abbandonare la pittura, ma per continuare a praticarla attraverso un mezzo diverso
La sua ricerca si muove lontano dalla perfezione tecnica e dalla rappresentazione realistica: cerca invece lo spirito delle cose, l’aura che le circonda, la percezione di una realtà alternativa e intima. Ogni scatto è un atto di scoperta — curioso, malinconico, irripetibile
Il suo metodo distintivo si chiama BEYOND: un processo che utilizza acqua e altri fluidi per reinterpretare un’immagine già creata, producendo effetti di liquefazione, evanescenza e contorni fuggenti senza alcun ritocco digitale. Ogni risultato è unico e non riproducibile, come un dipinto che si forma una sola volta
Le opere a FuoriMuseo 2026
Le opere di Delluzio sono distribuite in tre aree del percorso, ciascuna appartenente a una serie diversa — un attraversamento del suo lavoro dagli anni più recenti fino a quelli di formazione.
Dalla serie Lo spazio sul comodino (2024)
- Una terra, anche se ostile, ti accoglie — Un paesaggio da sogno, poetico e inesistente, dove la natura diventa rifugio anche nella sua asperità. Cardi che resistono nel buio come forme di resilienza silenziosa.

- Il primo giorno — Alberi bianchi esplosi nella notte, tra luce lunare e frammenti sospesi. Un inizio sospeso tra fragilità e meraviglia.

- Il riposo del guerriero — La natura dopo la battaglia, quieta e avvolta nel buio.
Dalla serie Ephemeral e Come Narciso (2019)
- Come Narciso — Un corpo che si perde tra fiori acquatici, riflesso e dissolto. L’effimero come condizione umana.
- Ephemeral — Cardi selvatici illuminati nell’oscurità, emblema della bellezza pungente e transitoria delle cose naturali.

Dalla serie Pietre e Ad occhi chiusi (2018–2020)
- Pietre. Ritratto di Bertel Thorvaldsen (da Vincenzo Camuccini) — Una scultura classica reinterpretata attraverso la tecnica BEYOND: il marmo si fa nebbia, il ritratto si fa presenza.

- Ad occhi chiusi — Farfalle di carta che nascono da un corpo immobile. La trasformazione come atto interiore.

