Maria Palmieri


Bio
Maria Palmieri nasce a Foggia nel 1986. La sua pratica artistica unisce fotografia documentaria e critica sociale in ottica interrelazionale, attraverso lavori situati di lungo periodo, performance partecipative e collaborazioni cross-media
Ha studiato fotografia all’ISSP in Lettonia con Taiyo Onorato e a Napoli con Mario Spada. Si è laureata in Giurisprudenza con una tesi in diritto dell’ambiente e ha conseguito il Master di II Livello in Critica Sociale della Contemporaneità a Foggia, con tesi sull’automazione e il lavoro femminile. Questa doppia formazione — visiva e giuridico-politica – definisce profondamente il modo in cui guarda e lavora.
Ha esposto in istituzioni italiane e internazionali: da Torino (Flashback Habitat) a Bari (Spazio 13), da Milano (BASE) a Parigi (Galerie de l’Escale), da Gibellina a Grottaglie. I suoi lavori e interviste sono stati pubblicati su Artribune, British Journal of Photography, L’Espresso e Il Manifesto, tra gli altri. Affianca alla ricerca artistica un lavoro di advocacy per il sociale, con focus sulle migrazioni nel territorio della provincia di Foggia
Le opere a FuoriMuseo 2026
DOVE: Largo Fosse, lato via Largo Fosse; Largo Fosse, lato via della Costituente; Muretto della Villa, via Colacchio
Territory. Figure della terra e del lavoro: ecologie, memorie, resistenze
Serie fotografica — 12 immagini. Due serie: Red Land (a colori) e Black Soil (bianco e nero), 2016–2025

Territory assume il Tavoliere come un campo politico in cui le forme della vita non possono essere pacificate. La terra nutre e ferisce, il gesto cura e domina, la memoria radica e rimuove. Non esiste un ordine morale capace di separare questi elementi: bene e male non sono poli opposti, ma condizioni simultanee della stessa materia.
Le due serie, Black Soil e Red Land, espongono questa contraddizione. Le immagini sono punti di collisione che non offrono sintesi né direzione etica, luoghi in cui tensioni ecologiche, simboliche e relazionali emergono senza essere ricomposte. Ogni figura animale, umana, territoriale è un campo di conflitto interno, in cui ciò che salva e ciò che ferisce coincidono

Le fotografie attraversano un decennio di presenze sul territorio: Torremaggiore, Foggia, Borgo Mezzanone, Borgo San Giusto, Rignano Garganico, Monte Sant’Angelo, Orsara, la Foresta Umbra, Lesina. Luoghi del Tavoliere e del Gargano come testimoni di storie non ricomposte.
La fotografia, in questo lavoro, diventa un atto politico: non ordina, non consola, non denuncia. Sospende. Costringe a vedere ciò che eccede le forme note
